[numero 7 - settembre 2013]

 

[ Maria Caterina Jacobelli, Il risus paschalis e il fondamento teologico del piacere sessuale, Editrice Queriniana, Brescia 1990 ]

Segnaliamo qui un saggio dal tema particolare che si può leggere interamente in rete al link

http://it.scribd.com/doc/81739497/IL-RISUS-PASCHALIS-e-il-fondamento-teologico-del-piacere-sessuale.

Come racconta l’autrice nella premessa, l’idea della ricerca nasce dalla lettura di un libro di Vladimir Jakovlevič Propp, Edipo alla luce del folclore. Quattro studi di etnografia storico-strutturale, edito nel 1975 dalla casa editrice Einaudi.

Poche pagine, dense, rigorosamente documentate. C’era l’accenno ad un fatto curioso e sconcertante che avveniva nella Germania del XVI sec.: durante la messa di Pasqua il predicatore diceva e faceva sconcezze sull’altare, arrivando a denudarsi i genitali per far ridere i fedeli. Questo ridere aveva un nome preciso: risus paschalis. […] Ho cominciato a studiarlo, ricercandone in Germania i documenti […] mi chiedevo se il piacere, soprattutto il piacere sessuale, che è la più completa e alta fra le forme di piacere, avesse un fondamento teologico, e se il risus paschalis ne fosse il segno, rimasto a livello popolare, contraffatto, segnato dai condizionamenti culturali e dalla fragilità umana. Ma sempre segno di una realtà vera, che, non trovando spazio all’interno della chiesa ‘colta’, nella chiesa della dottrina e della gerarchia, anch’essa culturalmente condizionata, permaneva così, quasi sotterraneo nel popolo di Dio […]. Il lavoro che presento è il frutto di questa ipotesi che ho cercato di verificare.

L’autrice, attraverso una rigorosa analisi, dimostra che il godimento sessuale si radica in ciò che costituisce l’uomo nel profondo, nel suo essere creatura relazionale, nel suo entrare totalmente in comunione con l’altro, che è quanto di più vasto sia dato a creature limitate dalla fisicità. […] Le fragorose, crasse risate che riempivano le chiese della Germania barocca durante la messa di Pasqua, hanno quindi un senso e un significato che raggiunge le profondità stesse dell’uomo fatto a immagine di Dio.

[Barbara Ricci]