[numero 7 - settembre 2013]

 

Le Roman de Renart è una raccolta di favole satiriche in antico francese dei secoli XII e XIII. Protagonisti sono animali e i principali sono la volpe Renart e il lupo Ysengrin, sposato a Dama Hersent. Gianpaolo Giudicetti esamina la figura di quest'ultima, la lupa, il personaggio femminile più importante del poema, la cui presenza simbolica non solo non può essere ridotta alla dimensione morale, ma assume su di sé una pluralità di prospettive che costituiscono, secondo l'autore, l'aspetto più affascinante del racconto.

Gli episodi esaminati nell'articolo riguardano la relazione adulterina tra la lupa Hersent e la volpe Renart. La connotazione sessuale della lupa era già presente nel racconto mediolatino Ysengrimus, ma è di antica tradizione. Giudicetti cita per esempio l'etimo di 'lupanare' e il racconto di Macrobio sulla lupa capitolina che sarebbe piuttosto la prostituta Acca Laurentia. L'aspetto erotico si accentua nel contesto del Roman de Renart e si accompagna alla satira sociale, alla parodia letteraria e all'orientamento anti-ecclesiastico, elementi che costituiscono proprio il carattere complessivamente unitario dell'opera.

Giudicetti mette a confronto i diversi momenti del primo incontro nel ramo IX (l'accoppiamento, il ritorno del marito Ysengrin, il nuovo incontro) e il diverso ruolo delle parole che descrivono o negano l'atto sessuale; analizza poi l'umiliazione della lupa nel ramo XIV; descrive nel Le duel judiciaire le strategie della difesa dei due amanti e infine La Confession de Renart che culmina con l'elogio dell'organo genitale di Hersent. Non si tratta qui dell'esaltazione del vizio o dell'incarnazione del male, ma di una nuova concezione della morale, individualista ed edonista, che si contrappone alla visione moralizzatrice.

[ Luisa Bertolini ]