da Il tredicesimo invitato, Milano, Garzanti, 1980

 

Rossa gallina, in te odio

- più del tuo chiocciolio di spavento,

dell'occhietto puntuto,

dello sconcio berretto – in te odio

il mezzo metro di vento

che spenni nel fracasso di uno slancio

già rantolo e frattura

allo spiccarsi. In te odio

la mia storpia fiammata,

il mio abortito amplesso con lo spazio,

l'implacata natura che m'aizza

a un volo compromesso.